mercoledì, 25 giugno 2008
18:48

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Dipende dal Contesto

gheppio fight falco brain damageDipende dal contesto: che se sei rosa poi perchè hai le spine il super tele se la prende con te perchè sei "rosa con le spine"...
Dipende dal contesto: che se sei muro bianco pulito candido nuovo di vernice fresca o la gente si macchia o cerca di capire perchè non hai scritte che ti identifichino
Dipende dal contesto che affronti: che se si offende qualcuno prima o poi ci sarà un motivo per far sciogliere il gelato e non è che non lo mangio perchè non ne ho voglia...mi piace sciolto ma pur sempre freddo non ghiacciato.
Dipende sempre dal contesto che hai di fronte...il passato è sconfitto quando te lo trovi dietro ma se il passato ce l'hai prima del presente agli occhi è probabile che stai ancora combattendo e ci sono i supplementari...e si gioca ancora, campo bagnato (quasi un pantano)...poche cazzate: Vai e combatti senza se e senza ma e sopratutto senza recriminare!
Dipende dal contesto che se sei troppo maturo poi magari diventa un difetto e cerchi di tornare indietro, tornare "bambino capriccioso", ma non lo fai...non lo fai perchè ti sentiresti uno stile superato anzi...senza stile proprio...invece io non voglio essere senza classe ma un "fuoriclasse".
Dipende dal contesto si... che è bello stare sull'aereo in volo ma se l'aereo precipita a quel punto preferisco stare sul deltaplano...vola basso ma vola sicuro.
Ti metti la cintura di sicurezza più per non farti fare la multa che per la sicurezza in se, ma poi ti salva in un tamponamento e la volta dopo te la metti ripensando al favore che ti ha fatto qualche giorno prima e poi (casomai) DOPO pensi alla multa evitata....!
E poi che lo dico a fare che dipende dal contesto....lo sapete già che su di un carro di carnevale se si sbaglia la maschera principale...beh i dettagli non li nota quasi nessuno finisce per essere carta sprecata, snobbata dai "critichini" e dal pubblico, materiale per il cestino...fischi e "buuuuuuuuuu" a profusione e poi... e poi il buio.
Dipende dal contesto che affronto, dalla mattina alla sera mi rendo conto che il personale travalica qualsiasi confine tranne quello umano...quello prima o poi viene fuori, viene fuori fino a scomparire se il corpo non cede alle lusinghe della pigrizia che diventa perpetua quando non trovi più il contesto esatto per esprimere e per esprimerti e poco ha a che fare con il vittimismo, se lo scrivo e perchè sono ai rigori ad oltranza...in una partita invisibile agli altri, ed è pure inutile vederla, oramai è quasi finita...la partita: NON IO.
Che se non parlo è perchè o mi rompo i coglioni a stare a sentire quella discussione o perchè quello che vorrei dire centra un contesto sbagliato ovvero non rientra nei piani che le scale mi han fatto fare, che se non parlo poi mi chiudo e finisco per fare il cassonetto dell'immondizia e non vi dico che puzza faccio qiando mi apro. :)))
lunedì, 07 gennaio 2008
23:40

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The Last 20 Minutes

Finirei in prigione per quello che penso.
Finirei distrutto all'interno di gattabuie senza rumori di vento o di luce.
Finirei per chiamare il mio nome e sentirei rispondere un secondino che porta cicatrici passate e future.
Finirei per toccare le sbarre e tagliarmi quando, sul letto, pensando al tuo corpo vivo, mi pentirei di ciò che non ho mai fatto ne detto.
Finirei per girarmi verso il muro e cercare la sua ombra per compagnia se la tua non è più mia.
Ed è quello che voglio per il mio futuro? E' quello che cerco nella fogna dei miei pensieri da applicare ad esso? E' stato mai così?
Diventare vergine quando intorno a quest'orgia, che è la realtà attuale, equivale a canonizzare se stesso verso il "normale"  nel cosiddetto tragitto sociale?
Detesto il pensiero che ciò che può accadere è già accaduto e mai nessuno lo ha conosciuto.
Quasi mi sconvolgo al credermi all'altezza di una situazione che si presenta solo fra la morsa di Morfeo, e forse è proprio per questo che ultimamente gli ultimi 20 minuti della mia giornata sono i peggiori e i più prolissi e irrequieti...
Finirei per dire la verità a bocca aperta di fronte le vostre lingue retrattili e mani sporche di pop corn e salame turco.
Finirei per inquadrare l'obiettivo e sparare addosso al mucchio colpendo uno per uno tutti i bersagli, bottiglie vuote, vetro che non rende nemmeno a vuoto, cocci che tagliano l'aria dove fluttuano i miei pensieri notturni, quando un giorno è appena finito ed un'altro sta per disgregare il futuro che scava tra le nuvole alla ricerca della nebbia.
Finirei per annoiare chi ancora è rimasto vivo/a in me, con le proprie parole e la propria empatia, e non è proprio il caso...voglio dire evitiamo di uccidere il mood giornaliero per recitare il nostro Padre Nostro.
Tagliamo il nastro ed inauguriamo questo salone di auto rubate.
Tagliamo la corda ed evitiamo questo paradosso dell'impiccagione***.
Tagliamo il polpettone e usiamo per fare tutto ciò, una forbice per decoupage, così da essere creativi anche nell'arte della servitù.
Tagliamo a fettine la "parola" per far contento il logogrifo e sotterriamo l'ascia di guerra per tirare fuori la vanga da battaglia.
Tu vuoi un consiglio? Cambiamo colore al nostro Elish Team




*** Il paradosso dell'impiccagione imprevedibile
, noto più semplicemente come "paradosso dell'impiccagione", è un celebre paradosso logico concepito dal matematico Martin Gardner

Il paradosso 

Un tale fu condannato dal giudice In considerazione dell'efferatezza dei delitti commessi il giudice proclamò una singolare sentenza:
"... il colpevole sarà impiccato un giorno della prossima settimana, ma egli non dovrà sapere quale sarà il giorno dell'esecuzione, che dovrà arrivargli completamente inaspettata!"

Il condannato non fu per nulla turbato dalla sentenza perché dopo un breve ragionamento concluse:
"Allora non mi impiccheranno mai! Dato che la mia sentenza deve essere eseguita entro la settimana, l'esecuzione non potrà essere sabato poiché venerdì lo capirei, e non potrà essere venerdì perché giovedì lo saprei, e così a ritroso per lo stesso motivo non potrà essere nessuno dei giorni precedenti. Per questo motivo non mi giustizieranno mai, in quanto l'impiccagione non sarebbe inaspettata."

Il giorno seguente il condannato venne impiccato. La sentenza del giudice si avverò, a dispetto della convinzione del condannato, in quanto questa gli arrivò appunto in un giorno inaspettato.

venerdì, 22 dicembre 2006
00:54

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Da 1 A Nove

Archiviato da pixel1981 in: cancro

Da 1 A Nove

Sotto il cielo c'e' una scorza di limone che è la freschezza dei baci degli innamorati.
Sotto il cielo c'e' il marcio delle mele andate a male...basta togliere quel pezzo...l'invidia fa male.
1 2 3 La terra trema o tremo io?
4 5 6 Ti piace uccidere e non morire.
7 8 9 Cancro uccide pelle gambe e cuore.

Non mi manchi te, mi manca la mia felicità...

lunedì, 04 dicembre 2006
01:15

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Cancro

Archiviato da pixel1981 in: cancro, poesia sul cancro e per chi non

Cancro

 

Metteresti mai a nudo le tue verità e le tue affermazioni più intrepide di fronte a tutti?

Sai cosa vuol dire verità? ...E cosa vuol dire secondo te Bugia?

La materialità nella vita ti fotte? Voglio dire... non ti senti completa senza una sicurezza economica e un abbonamento alla tv via satellite?

Ti mettono in difficoltà le mie domande o sei già in difficoltà guardandoti usando come filtro il tuo senno?

Una mano lava l'altra e lasciare che qualche parola lavi la coscienza? C'e' chi giorno dopo giorno ammette i propri limiti. C'e' chi giorno dopo giorno continua a camminare.

Ti serve un tostapane per appiattire il tuo rapporto o va bene così? 

O.K. mi rimetto il sasso in bocca e provo a non far uscire i miei denti frantumati.

Trasformi le mie fantasie in realtà quotidiane...il tuo cane morde per gioco...lo trovi divertente? Mi trovi Buffo?

Solo un'appunto...e' tutto maligno...il dottore mente.