mercoledì, 12 marzo 2008
19:01

commenti

Lo Specchio...

alcool martini girls stonedNon mi definisco un poeta o uno scrittore ne tanto meno un saggio o un fine ricamatore di vicende personali e non attraverso metafore...
Mi piace di più l'immagine dello specchio che fa sua qualsiasi immagine e la riflette a modo suo in maniera reale verso occhi che vedono ciò che esso dice in maniera chiara e naturale.
Lo specchio non come presunzione che quella sia la visione veritiera di ciò che accada ma il punto di vista di un pannello che riflette verso il resto circostante la propria luce fatta di altri più che di se stesso in quanto tale. Per vedere lo specchio ci vogliono gli occhi, non mi piace chi grida per farsi sentire, la lotta a chi ha la voce più alta non mi appartiene come filosofia, il mormorio ne tanto meno il vociare  del muto che non ha forma ne speranza di essere capito quanto più di essere frainteso in tutte le maniera possibili.
Così accade che la realtà che rifletti attraverso le tue righe non è abbastanza e si preferisce la stupidità di chi fa dell' "assenzio" una bevanda non per vederci meglio ma per chiudere l'alcool nel proprio regime di stupidità e per conquistare chi è stupido e non chi lo fa.
Ci si instupidisce di più in base a chi frequentiamo e, sopratutto chi non gode di una grossa coscienza morale o generica, non si rende conto dell'immagine interiore che cambia verso l'esterno e si trasforma fino a diventare deprimente verso chi invece conosceva persone comportamenti ed addirittura caratteri diversi.
L'alcool andrebbe usato in maniera differente e per persone diverse dalla massa cerebrolesa (con rispetto per i poveri cerebrolesi vittime di un Dio che probabilmente gode nel vedere gli orrori che la "Vita" concede al mondo), idealmente, andrebbe usato in maniera coscenziosa, andrebbe" usato dagli umani e non gli umani usati dall'alcool" (e quando dico alcool dico anche una serie di supporti molecolari adatti al miglioramento di certi stati d'animo) e portati verso la strada dell'ego o della
superbia o dell'ira, so che puo' risultare un discorso troppo moralista(che sta sul cazzo pure a me quasi quasi...) ma mi accorgo che l'uso che se ne fa di certi "agenti esterni" è veramente senza coscienza e più passa il tempo più ci si incattivisce verso se stessi agendo con profonda cattiveria nonostante si sorrida di più e ci si diverta in maniera ipocrita verso poi la sostanza che rimane a zero punti.
Gli scrittori ed i poeti o comuque in generale gli birra alcool disco beer artisti, (quelli veri eh non quelli come me !) hanno sempre beneficiato di alcool e droghe leggere per i propri appunti di viaggio e per le proprie opere, ma questo perchè prima che le assumessero loro quelle sostanze, le assumeva il proprio IO Interiore, la propria anima che li trasportava alla costruzione dell'Opera attraverso le varie atmosfere ed i vari mondi paralleli creatisi proprio per via di una costruzione che reggeva in piedi grazie ai mattoni dell'artista (ovvero il sesto senso o chiamatelo pure talento) e quell'architetto perfetto che è l'idea che nasce proprio da quel sesto senso (ed in questo caso l'idea probabilmente nasceva anche grazie ad alcool o droghe).
Qui invece, di questi tempi ci si imbatte in stragi e apocalissi reali create da abili manager e studi di marketing modaioli molto approfonditi, la retorica pubblicitaria ove ci si imbatte in brand alcoolici costosi proprio in quanto brand alcolici(perchè se lo stesso marchio fosse stato analcolico sarebbe stato un brand da sfigato: pensate solo ad un cappellino Martini ed un cappellino Ferrarelle...secondo Voi,fra i due, chi fa
nno entrare nel locale alla moda?!?!?! eheheehhehe)  e foto in cui lo stesso coglioncello da discoteca si fa ritrarre bottiglia in mano per far capire di essere ubriaco o quasi roba da chiedergli: E ALLORA?!?!?! STICAZZI !!!
Dispiace vedere che le intelligenze crollino li dove si può costruire l'imbattibile muro della creatività intellettuale a favore dell'estemporaneo  stupido  sollazzamento di sorta, utile solo per immagini ridicole e facce sconvolte da visioni che di onirico non hanno nulla se non il conto da pagare in questo o in quell'altro bar o supermarket.
Ma questo non è un tracciato sdegnato, ma solo il riflesso di uno specchio illuminato dall' incandescenza di un fuoco che brucia li dove la scelta non è decisa dall'utente ma solo dall'incoscienza stupida e gretta di chi non sceglie ( e come si può scegliere senza creare le alternative?). 

Daltronde c'è anche da dire che le parole sono tante e le frasi molte meno... basta sceglierne una di frase per fare fuori tante parole...

Comincia a sparare!