mercoledì, 30 gennaio 2008
00:57

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Un viaggio a Liverpool

mersey liverpoolGuarda che la valigia te l'ho rubata io...se la rivuoi indietro dammi in cambio la tua barba.
A quanto pare siamo in molti ad aspettarti e Tutti con in mano qualcosa di tagliente.

Ti faccio un mega in bocca a lupo e spero che il lupo ti mangi veramente...ne ha bisogno Lui ed anche Noi (per motivi diversi ma ne abbiamo bisogno).

" Le cover band sono una merda ... e uccidono la musica... "

Mi ero conquistato la prima fila e poi mi son trovato davanti ad un televisore.

Mi piace un sacco leggerti in metro!

E' il  verme a mantenere vivo il buco o il buco mantiene in vita il verme (pusher)?

Talento, originalità ed intensità emotiva fra le oscenità che girano nell'etere... ma anche il reale fluire appassiona l'inettitudine.
Un approccio dolcissimo alla poesia.

...sto contando gli attimi, i minuti, le ore per poterti vedere, ancora poco...resisterò?

Un viaggio a Liverpool lungo l’estuario della Mersey affacciati sul Mare d'Irlanda, grigi, in attesa dei messaggi trasportati dalle correnti dentro bottiglie piene d'aria e carta.

Trasformare la spontaneità e l'effimero in un concetto visual - musicale lontano dagli stereotipi plasmati  da e per un'ottica puramente commerciale.

Sul sagrato chi spacciava sigarette fuori dal monopolio statale.
Sul sagrato si spacciava l'amore del monopolio religioso.

Sul sagrato Caronte trasportava, fra legna e sangue estinto, la moda dei giovani e dei manager.
Con più di 800 anni di storia alle spalle mi guardo indietro e vedo mani che toccano" i vuoti" e vuoto sono Io riciclato nell'aria del malcontento.
E' una stella nera che sono riuscito a cucirmi addosso.

Grazie mille, è stato bellissimo...grazie...
giovedì, 24 gennaio 2008
18:44

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Io non parlo "Di Donne"...

ruscello boscoAllora? Dimmi un po; sei una donna?
Sei una donna perchè metti i tacchi e lo smalto?
Sei una donna perchè usi l'assorbente e perchè piangi per via della malinconia ogni tanto?
Ti senti Donna perchè acquisti Gioia o Grazia a inizio mese in edicola e perchè a gennaio aspetti gli sconti?
Sei una donna perchè hai la gonna e accavalli le gambe con calze 4 denari ben in vista?
Donna per uscire la sera dell'otto marzo con le amiche e ricevere la mimosa sul tavolo in ufficio quella mattina?
Sei una donna perchè ai fornelli... beh, ai fornelli sei una regina mentre poi ti senti sfruttata dal mondo?
Sei donna perchè al volante all'inizio ti senti impacciata e ti fai guidare poi dopo un mese diventi presuntuosa e DEVI guidare (beh anche a letto cominciò così ricordi?) ?
Sei una donna perchè dai i consigli alle amiche per la loro vita sentimentale ma poi sbagli tutto nella tua (e piangi appena apri la serratura di casa al ritorno) ?
Sei una donna perchè in famiglia ti hanno vestita sempre di rosa quando eri piccola?
No senti a me... tu non sei una donna, tu sei una ragazzina, perchè i tacchi e lo smalto li mettono anche i travestiti che fanno "la vita" in mezzo  alla strada la notte mentre tu vai a letto con l'estetica della cremina per mani ed i romanzi harmony che ti tengono compagnia dieci minuti prima di farti vestire di lenzuola .
Non sei donna perchè il pannolino lo mette pure il vecchietto solo soletto in ospizio mentre piange di malinconia per il dato e mai avuto che non tornerà mai più  nei suoi 76 anni fatti anche da un dopo guerra che sconti non fece e non faceva.
Non sei donna perchè le riviste da donna sembrano fatte oramai per i gay e non per le donne, che non hanno bisogno di consigli sulla moda o sugli sconti ma su come farsi amare non cedendo ai ricatti dell'estetica imperante e di un femminismo decadente nonostante canzonette melodiose imperversano.
Non sei donna perchè accavalli le gambe in maniera seducente e con fare misterioso (ossimoro) , sei solo la vittima dei Media e della media.
Non sei donna perchè "sai cucinare bene" come io non sono uomo solo perchè so mangiare bene...
Non sei donna per la storia dell'otto marzo e della mimosa... No proprio per niente... , se no praticamente ogni sera è l'otto marzo e il giallo delle mimose coprirebbe il grigio del cielo di marzo o gennaio che sia...
Ti credi donna perchè hai fatto della guida o del sesso un punto forte del tuo ego quando deve tirare fuori gli artigli?
Donna che cavalca il piacere fino a baciarne la punta... esibisce la lingua foto per foto e poi nasconde l'istinto animale frase per frase... vincono solo i doppi sensi sia in strada che in polaroid.
Ed i consigli alle amiche che soffrono per lo "stronzo" di turno, cosa li dai a fare se nella tua vita sei stata sentimentalmente lucida nelle scelte per 8-10 settimane al massimo??? Rassicuri loro, te stessa, oppure illudi tutte e due?
Cos'è, un impiccato che fa proseliti consigliando nodi scorsoi ?!?!
Figuriamoci poi il rosa del vestito..luoghi comuni.
Ed è proprio nei luoghi comuni che invece ti trovo, ti trovo e ti lascio scorrere, come il ruscello che scorre  appena sotto la quercia, madre della natura umana.
Perchè la donna non è acqua, la donna è classe, la potente e maestosa classe di una quercia che da terra si solleva a raggiugere il cielo, sopra il rigagnolo di futilità che scorre sotto le sue potenti radici aggrappate alla terra come una madre ai propri figli.
Tu invece somigli più ad una foglia. Fidati, ho il pollice verde...

E' diverso: io non parlo "di donne"... io parlo "con le donne".
martedì, 22 gennaio 2008
17:02

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Quelli Che...gennaio 2008

Archiviato da pixel1981 in: quelli che
scimmia bonoboQuelli che ci provano appena vedono una boccuccia gentile a distanza di qualche amico, che poi non stanno nemmeno a sentire di cosa parla ma aspettano famelici il momento per colpire la boccuccia a colpi di lingua...
La Pena(per voi) e non il Pene(a loro)...

Tutti che prendono il mio posto accanto a te, ci riesce chiunque non provi interesse vero per la tua persona ma per il tuo corpo, e allora ho deciso che un giorno di questi diventerò il tuo magnaccia: guadagnerò una barca di soldi ed in più, avendo interesse solo per il tuo corpo, sarò pure tuo marito.
Le corna si... ma le porti in testa Tu insieme al pane.

Non c'e' di peggio di quando uno si crede genio e genio non è, oppure simpatico e simpatico non è, o ancora, credere fermamente di fare  ridere ma ridere...NON FA, crede di avere delle idee ed invece ha supposizioni, credersi master of the univers ed invece sei molto più semplicemente un deficiente.
Cancri della società che si credono Leoni ma purtroppo continuano a nascere a coppie di Gemelli.

Poi ci sono quelli che lasciano a casa l'umiltà di chi non ha mai fatto un cazzo e si atteggiano oltre i limiti consentiti dalla decenza, quelli che vogliono rimediare agli errori commessi con i sorrisini, quelli che quando arrivano nel gruppo baci abbracci sorrisi a profusione e poi non ti dicono una parola durante il resto della serata perchè sono li solo per  massimo due persone se no sarebbero con altra gente che ha
altre ragazze interessanti.
Cani che abbaiano quando ti vedono si "aggattano".

Quelli che con le ragazze ci provano come i ragazzini delle superiori e lo noti da come le lanciano lo sguardo come nella pubblicità martini o la battutina sterile al livello del gioco di parole...tristemente ridicoli, poi fra ragazzi si danno le arie da playboy consumati e da consumati e basta.
Cinematografici.

Chi si prende gioco di una persona trasformandola in un personaggio positivo (nel negativo) per farsi vedere dagli altri che: "fondamentalmente tutto questo l'ho creato io se no lui non saprebbe in cosa identificarsi".
Con le quinte chiuse in un teatro vuoto.

Quelle che scrivono un paio di cose o leggono 4 libriccini e si sentono "spiriti liberi in questo mondo di merda" salvo poi andare dietro la moda del momento scegliere il locale del momento guardare male i
ragazzi indiani che vendono delle rose e avere per ragazzo uno della compagnia delle indie.
Piove perchè gli angeli sparano con gli estintori.

Quelle che fanno finta di non ricordarsi il tuo nome perchè non le cachi di striscio ma si ricordano benissimo quello di altri 3 amici tuoi che le fanno la corte in maniera serrata.
Scroto-maniache attaccatevi a sto Scroto.

Gli amici da maispeis che quando sono in comitiva parlano fra i non  amici maispeis con il linguaggio di maispeis e tu che non sei maispeis non capisci un cazzo di quello che accade in quello speis.
Grazie dell'add.

Quelli che parlano di droga come se fosse l'elisir... ma la droga parla mai di voi quantomeno come persone simpatiche da frequentare?
Non credo.
E allora stai zitto e non gridare che fai uso di quella o di quell'altra sostanza se poi quando la prendi diventi un muto o uno sclerato, abbi la decenza di ammettere che i tuoi limiti da coglione non vanno
superati con la voce ma col tempo...(speriamo).
La tua scimmia non si deve spulciare vicino a me...
venerdì, 18 gennaio 2008
14:34

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...Genius!

Archiviato da pixel1981 in: frank zappa, sciort tolcs
Frank Zappa, provocato dal conduttore senza una gamba Joe Pine, con una frase del tipo "dai capelli lunghi si direbbe che lei è una ragazza", ribatte: "Dalla gamba di legno si direbbe che lei è un tavolino"!
giovedì, 17 gennaio 2008
17:06

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Adver_tising

Pubblicità certo...ma divertente!
Passate il vostro mouse su di essa.... e scomponetela piano piano....!


domenica, 13 gennaio 2008
20:26

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Post - posizioni

Sono la tua giacca nuova sporca di polvere della vecchia inutilizzata.
Sono il cuore di un centro collinare il giorno della festa del santo.
Sono la scatola da non aprire (evitiamo brutte sorprese... )
Sono il contorno della luna sfumato dai reattori dell'aeroplano low cost.
Passato l'aeroplano la luna ricongiunge i suoi confini fra ombre e luci.
Sono le branchie dello squalo, un neurone alla sua prima esperienza elettrica...il pianto.
Sono spaccato a metà, la simulazione di un attore della realtà, la sterilità.
Sono il saluto dell'annegato.
Sono il fazzoletto di carta che aspetta il sangue per compiere il proprio lavoro e morire nel cestino del "concluso a breve termine".
Le strisce pedonali smarrite per sole e pneumatico tedesco di " marca".
Sono il basso volo dell'uccello in attesa della pioggia...
Piove.
Tratto da       www.groovegarage.splinder.com


"E aspietta che chiove
l'acqua te 'nfonne e và 
tanto l'aria s'adda cagnà "
martedì, 08 gennaio 2008
23:20

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L'Airone perduto: tette al posto degli animali

L'ambientalismo del terzo millennio. Tette al posto del martin pescatore, storie di ufo dove c'erano i racconti di Jacques Costeau, spiegazioni su come ottenere super poteri nelle pagine una volta dedicate alla sintesi clorofilliana.

C'è da trasecolare nel vedere la pubblicità televisiva del nuovo (sic) "Airone". Lo storico mensile ambientalista uscito nel 1981 come costola del National Geographic è finito (come tutta l'Editoriale Giorgio Mondadori) nelle mani della Cairo Editore.

Il presidente del Torino, ex assistente personale di Berlusconi nel 1981, ha una ricetta unica per i giornali del gruppo: gossip e nudi a tutto spiano. E pazienza se "Airone" diventa come "Di più" di quel genio di Sandro Mayer (il sosia di James Bond che impazza nelle comparsate tv come tuttologo gossipparo).

L'idea è più o meno questa: le centinaia di migliaia di ragazzi che negli anni '80 andavano matti per le foto di tigri e leoni ora sono diventati grandi. Dell'ambientalismo gliene frega relativamente. Gli interessano di più culi (femminili, non animali) e marziani.

E così Luigi Grella dopo tre anni ha lasciato la direzione a gennaio 2007 e in pochi mesi il timone di Airone è passato al nuovo direttore, Andrea Biavardi. L'unico uomo al mondo che dirige riviste che più diverse non potrebbero essere: "For Men magazine", mensile per maschi arrapati a caccia di steroidi per i muscoli e di nudità per il pensiero, e, appunto, "Airone" storica voce del naturalismo, dell'ambientalismo e dell'ecologismo italiano, che dagli inizi degli anni 80 ha portato avanti le battaglie ecologiste facendo conoscere ai bambini le storie degli animali in estinzione.

A maggio i sette giornalisti della testata hanno approvato il nuovo piano editoriale del direttore. Per giunta all'unanimità. E da lì il cambiamento da mensile ambientalista a giornale popolare ha preso progressivamente il via.

Dopo mesi di anonimato, però Cairo e Biavardi si sono buttati a corpo morto sul trash. Spot televisivo a tappeto sulle reti Mediaset con Biavardi in persona che illustra il nuovo numero in edicola. Il primo titolo ha ancora a che fare con la natura, ma già il secondo spiega la svolta. «Come vincere la timidezza», corredato da una foto in cui si mostra un adolescente di fianco ad una starlette dal procace seno in primo piano. Poi si passa alle storie degli ufo e alla certezza che «fra pochi anni tutti noi potremo avere dei superpoteri».

Pare un incubo per i bambini degli anni '80 che sognavano con Airone di andare nella savana a vedere i ghepardi sfrecciare vicino a loro. Il risveglio è traumatico. Ma reale.

Gli ambientalisti naturalmente protestano. E hanno inondando il blog creato da Cairo per "consolidare" i rapporti con i lettori delle riviste del gruppo. Centinaia di messaggi che annunciano disdette di abbonamenti e chiedono di avere almeno la coerenza di cambiare nome perché il nostro Airone non esiste più.

I giornalisti però si difendono. «Gli ambientalisti che si inalberano mi fanno arrabbiare - spiega un redattore storico -. Perché quando eravamo in difficoltà non ci compravano. È logico che si cerca di sfruttare il marchio di Airone per fare una cosa diversa, però è tutto alla luce del sole».

Facendo fede di realismo, la spiegazione della virata nazional-popolare è condivisa. «L'alternativa era chiudere, come tutti i giornali ambientalisti in Italia. Quindi ben venga Cairo e ben venga il nuovo direttore. L'idea è quella di fare concorrenza a Focus, che viene letto da un milione di persone. Nel giro di pochi mesi abbiamo recuperato da 40 mila a 82 mila copie e altri tre giornalisti sono stati assunti».

Nessun disagio, dunque, neanche per le foto con le tette? «Si tratta solo di affrontare nuovi temi, magari con un linguaggio diverso. Ma io quello spot non l'ho visto...».

Massimo Franchi from unità.it

lunedì, 07 gennaio 2008
23:40

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The Last 20 Minutes

Finirei in prigione per quello che penso.
Finirei distrutto all'interno di gattabuie senza rumori di vento o di luce.
Finirei per chiamare il mio nome e sentirei rispondere un secondino che porta cicatrici passate e future.
Finirei per toccare le sbarre e tagliarmi quando, sul letto, pensando al tuo corpo vivo, mi pentirei di ciò che non ho mai fatto ne detto.
Finirei per girarmi verso il muro e cercare la sua ombra per compagnia se la tua non è più mia.
Ed è quello che voglio per il mio futuro? E' quello che cerco nella fogna dei miei pensieri da applicare ad esso? E' stato mai così?
Diventare vergine quando intorno a quest'orgia, che è la realtà attuale, equivale a canonizzare se stesso verso il "normale"  nel cosiddetto tragitto sociale?
Detesto il pensiero che ciò che può accadere è già accaduto e mai nessuno lo ha conosciuto.
Quasi mi sconvolgo al credermi all'altezza di una situazione che si presenta solo fra la morsa di Morfeo, e forse è proprio per questo che ultimamente gli ultimi 20 minuti della mia giornata sono i peggiori e i più prolissi e irrequieti...
Finirei per dire la verità a bocca aperta di fronte le vostre lingue retrattili e mani sporche di pop corn e salame turco.
Finirei per inquadrare l'obiettivo e sparare addosso al mucchio colpendo uno per uno tutti i bersagli, bottiglie vuote, vetro che non rende nemmeno a vuoto, cocci che tagliano l'aria dove fluttuano i miei pensieri notturni, quando un giorno è appena finito ed un'altro sta per disgregare il futuro che scava tra le nuvole alla ricerca della nebbia.
Finirei per annoiare chi ancora è rimasto vivo/a in me, con le proprie parole e la propria empatia, e non è proprio il caso...voglio dire evitiamo di uccidere il mood giornaliero per recitare il nostro Padre Nostro.
Tagliamo il nastro ed inauguriamo questo salone di auto rubate.
Tagliamo la corda ed evitiamo questo paradosso dell'impiccagione***.
Tagliamo il polpettone e usiamo per fare tutto ciò, una forbice per decoupage, così da essere creativi anche nell'arte della servitù.
Tagliamo a fettine la "parola" per far contento il logogrifo e sotterriamo l'ascia di guerra per tirare fuori la vanga da battaglia.
Tu vuoi un consiglio? Cambiamo colore al nostro Elish Team




*** Il paradosso dell'impiccagione imprevedibile
, noto più semplicemente come "paradosso dell'impiccagione", è un celebre paradosso logico concepito dal matematico Martin Gardner

Il paradosso 

Un tale fu condannato dal giudice In considerazione dell'efferatezza dei delitti commessi il giudice proclamò una singolare sentenza:
"... il colpevole sarà impiccato un giorno della prossima settimana, ma egli non dovrà sapere quale sarà il giorno dell'esecuzione, che dovrà arrivargli completamente inaspettata!"

Il condannato non fu per nulla turbato dalla sentenza perché dopo un breve ragionamento concluse:
"Allora non mi impiccheranno mai! Dato che la mia sentenza deve essere eseguita entro la settimana, l'esecuzione non potrà essere sabato poiché venerdì lo capirei, e non potrà essere venerdì perché giovedì lo saprei, e così a ritroso per lo stesso motivo non potrà essere nessuno dei giorni precedenti. Per questo motivo non mi giustizieranno mai, in quanto l'impiccagione non sarebbe inaspettata."

Il giorno seguente il condannato venne impiccato. La sentenza del giudice si avverò, a dispetto della convinzione del condannato, in quanto questa gli arrivò appunto in un giorno inaspettato.

domenica, 06 gennaio 2008
19:53

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It's up to you

it's up to you

Sta a te decidere dove far pendere l'ago che punge la tua spina dorsale.
Sta a te scegliere lo pietra sulla quale riposa la tua spina e da dove gettare l'amo senza esca.
Sta solo a te prendere le dita ed aprire gli occhi sul passato per vedere il futuro ora che sei il presente.
Sta solo a te.
Non ci sono scuse quando verrà il momento per esse.
Sta a te non è il caso a scegliere ma la consapevolezza di rendere ogni gesto come attivo e non una semplice mano del "possibile".
La soffice essenza nel rendersi conto del reale.
Lo schiaffo che dai al "caso" è mettere la quarta gamba al tavolo dove è schierata la tua strategia vitale.
Metti le monete al tuo telefono per parlare al futuro e dettare gli ordini. Risponderà al primo squillo.
Giochi sperando nella fortuna del principiante ma non siamo in principio.
Non approvo.
Speri sempre nel caso, credi che il destino questa mattina si alzi prima di te e prenda le decisioni che spettano a te?
Quanti inetti dovranno ancora girare intorno alle tue radici per rubare i tuoi frutti?
Oggi hai paura a toccarmi ma ma mi sfiori per paura di lasciare tutto.
Domani saggerai le punte del filo spinato della recinzione.
Ruggine in vena.

Preparati al salto e prima di darti lo slancio per volare guarda il cappio dietro di te: sarai 20 metri più in là della tua pazzia.
martedì, 01 gennaio 2008
05:29

commenti

Magic Shop

lama tibet C'è chi parte con un raga della sera
e finisce per cantare la Paloma .
E giorni di digiuno e di silenzio
per fare i cori nelle messe tipo Amanda Lear
vuoi vedere che l'Età dell'Oro
era appena l'ombra di Wall Street?
La Falce non fa più pensare al grano
il grano invece fa pensare ai soldi.
E più si cresce e più mestieri nuovi
gli artisti pop, i manifesti ai muri
i Mantra e gli Hare Hare a mille lire
l'Esoterismo di René Guénon.
Una Signora vende corpi astrali
i Budda vanno sopra i comodini
deduco da una frase del Vangelo
che è meglio un imbianchino di Le Corbusier.
Eterna è tutta l'arte dei Musei
carine le Piramidi d'Egitto
un po' naifs i Lama tibetani
lucidi e geniali i giornalisti.
Supermercati coi reparti sacri che vendono
gli incensi di Dior
rubriche aperte sui peli del Papa.

Franco Battiato